Relitto “Giuseppe Dezza”

Team HelvetiaNell’ambito del 1° Raduno GUE Italia, svoltosi a Pola (Croazia) dal 9 all’11 maggio 2014, un gruppo di 9 membri della TUE ha partecipato ad un contest di documentazione relitti (la zona infatti presenta molti punti di immersioni su navi affondate nel corso delle varie guerre), durante il quale le squadre dovevano produrre una documentazione sia storica che dell’immersione del relitto assegnato.

Purtroppo le condizioni dell’acqua non sono state clementi con nessuno e la visibilità non ottimale ha dunque pregiudicato la qualità dei filmati e delle foto. Nonostante questo abbiamo dato il massimo ed il risultato lo potete trovare qui di seguito.

Alla nostra squadra, nominata “Team Helvetia”, è stato assegnato il relitto del “Giuseppe Dezza”, una nave la quale prima di affondare ha avuto una lunga storia e molteplici nomi.

La Storia
Nasce infatti come Pilade Bronzetti, ed entrò in servizio per la Regia Marina Italiana come cacciatorpediniera della classe Rosolino Pilo il giorno di Capodanno 1916. Era lunga 73 metri e larga 7. Nei suoi primi anni di vita era basata a Brindisi e svolgeva dei compiti di ricognizione nell’Adriatico Meridionale ed in Grecia, durante i quali ebbe molti scontri a fuoco, senza tuttavia riportare danni importanti.

Pilade Bronzetti La notte tra il 6 ed il 7 dicembre 1920 l’equipaggio del Bronzetti si ammutinò e condusse la nave a Fiume (oggi Rijeka) per porsi agli ordini di Gabriele D’Annunzio nell’ambito della sua impresa. Il Poeta infatti nel 1919 condusse circa 2600 militari ribelli da Ronchi a Fiume e da lì il 12 settembre 1919 proclamò prima l’annessione al Regno d’Italia e successivamente nel 1920 trasformò Fiume in uno stato indipendente.

L’ammutinamento è considerato una vergogna per tutta la marina militare, dunque per non essere ricordate e menzionate alle navi disertrici di Fiume venne cambiato il nome. Una volta conclusasi la vicenda dannunziana il Bronzetti rientrò a Pola, dove fu radiato e reiscritto nel naviglio della Regia Marina con il nome di Giuseppe Dezza. Successivamente vennero sostituiti i cannoni da 76 mm con 5 cannoni da 102 mm, in più vennero aggiunte due mitragliere di 40 mm.

Giuseppe Dezza Rientrò in servizio a Napoli e negli anni successivi partecipò a diversi compiti di scorta nelle acque mediterranee. Nel 1929 venne poi declassata a Torpediniera ed usata come nave scuola a Taranto. Durante la II Guerra Mondiale il Dezza rientrò in servizio e venne basato prima a Messina e poi a Cagliari, partecipando a diverse azioni di affondamento, scorta e pattugliamento del Tirreno meridionale. Il 20 agosto 1941 partecipò anche ai soccorsi dell’Esperia, una nave silurata dal sommergibile britannico Unique.

Giuseppe Dezza mimetico Nel 1942 la torpediniera ricevette una colorazione mimetica, successivamente nel 1944 venne catturata dai tedeschi, rientrando in servizio per la Kriegsmarine il 9 giugno del medesimo anno con il nuovo nome di TA 35. Basata a Fiume, le vennero assegnati compiti di scorta lungo le coste della Dalmazia.

 
 
 

TA 35 Alle 4.58 del 17 Agosto 1944 il destino del TA 35 si compì: mentre era in navigazione nel canale di Fasana, sulla rotta Pola – Rovigno, urtò una mina inabissandosi rapidamente spezzato in due tronconi.

Con la nave perirono 71 membri dell’equipaggio, e come molte altre imbarcazioni affondate in quel periodo è anch’essa considerata un cimitero di guerra.

 
 
 

Il relitto e l’immersione
GiuseppeDezza_cannone Il relitto oggi giace tra l’isola di Brijuni e Rovigno, spezzato in due tronconi su di un fondale sabbioso a 35 metri di profondità. Il troncone prodiero è adagiato su un fianco, mentre il troncone poppiero si trova invece in assetto di navigazione.

I due tronconi distano uno dall’altro circa 100 metri, e dal troncone poppiero bisogna mantenere 310 gradi sulla bussola per raggiungere quello prodiero. Il trasferimento avviene tutto su un fondale piatto senza alcun riferimento visivo, per cui è facile perdere l’orientamento e trovarsi in mezzo al nulla: prima di abbandonare il troncone poppiero è dunque assolutamente necessario legare una sagola (una sorta di “filo d’arianna”) da portare con se.

GiuseppeDezza_Prua GiuseppeDezza_Mitragliere

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Normalmente l’immersione viene svolta unicamente su uno dei due tronconi per volta, e quello più visitato sicuramente è il troncone di poppa. Nella nostra spedizione abbiamo provveduto a stendere una sagola permanente di riferimento tra i due tronconi, al fine di facilitare il trasferimento da uno all’altro. Con uno scooter subacqueo ci vogliono circa 2 minuti per percorrerne la distanza, che però diventano 6 – 7 qualora si intendesse andare a pinne.

Nonostante la profondità non elevatissima raccomandiamo di pianificare attentamente la scorta di gas prima di intraprendere un’immersione su entrambi i tronconi.

Team Helvetia

Team H1 – Survey
Marco Selvini
Roberto Costa
Simone Iaria
Team H2 – Measure
Caterina De Seta
Fabio Foletti
Roberto Tavazza
Team H3 – Photo/Video
Ivan Wagner
Raffaele Mazza
Stella Del Curto

Credits
Storia del Pilade Bronzetti / Giuseppe Dezza / TA 35: Wikipedia
Fotografie storiche: Wikipedia
Piani di costruzione: Classe Rosolino Pilo ordinate presso Associazione Navimodellisti Bolognesi

Musica:
Alphornfreunde Zermatt – Alphornbläser
Breath and Life – Audiomachine
My name is Lincoln – Steve Jablonsky

Video iniziale:
Alphornfreunde Zermatt – Alphornbläser am Matterhorn 1999

Stella

Co-Founder of TUE. Underwater photographer & diving instructor. Food & wine lover. Amateur runner. Passionate snowboarder. Traveller.

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